[Intro]
Sento il falsetto del vento tra le porte chiuse,
mentre chiudo una stanza, una casa che resta.
[Verse 1]
Cara te, sto per andare via, ma non è fuga, è scelta gentile,
metto in valigia i ricordi come piccoli fiori secchi nel filo della memoria.
La tua foto resta sul tavolo, accanto a una tazza che non berrò più;
ti lascio le lettere non spedite, con promesse che non hanno orario.
[Pre-Chorus]
Se un giorno trovi una traccia tra gli oggetti lasciati indietro,
ricordi una mano che tremava e poi respirava piano.
[Chorus]
Ti mando questo sentimento che non ha destinatario,
poso il cuore tra le pieghe di una lettera mancata.
Se mi cercherai, cerca negli angoli dove la casa ancora ti parla,
in quel profumo di carta e sapone che resta quando esci.
[Verse 2]
La strada mi chiama con luci che non promettono falsa quiete,
ma la tua voce rimane una mappa cucita nel petto.
Anche se mi allontano, ogni oggetto sussurra: resta, non è finita,
e io le mie parole le affido al tempo, affinché non vadano perse.
[Pre-Chorus]
Se una traccia ti guida, seguila fino al fondo del silenzio,
può nascere una risposta tra le righe lasciate indietro.
[Chorus]
Ti mando questo sentimento che non ha destinatario,
poso il cuore tra le pieghe di una lettera mancata.
Se mi cercherai, cerca negli angoli dove la casa ancora ti parla,
in quel profumo di carta e sapone che resta quando esci.
[Bridge]
Forse un giorno troverai la chiave tra una scatola di foto,
forse sarà solo un soffio, ma basta per farti credere.
[Chorus]
Ti mando questo sentimento che non ha destinatario,
poso il cuore tra le pieghe di una lettera mancata.
Se mi cercherai, cerca negli angoli dove la casa ancora ti parla,
in quel profumo di carta e sapone che resta quando esci.
[Outro]
Arrivederci non detto, ma scritto con calma sul bordo del pentacolo di casa,
che ora ti appartiene poco a poco, come una carezza che non muore mai.