[Intro]
Sussurri di vetro sulle strade bagnate, riflessi di neon in un bicchiere di pioggia.
[Verse 1]
La città respira a intermittenza, luci al neon disegnano i confini del cuore.
Vecchie foto sul cruscotto: ricordi d'infanzia, una casa che sembrava un faro.
Io parlo al finestrino: “Hai visto come siamo cambiati?”, risponde il vento tra i fili del tram.
[Chorus]
E la notte sussurra di scelte falcate tra ombre e promesse spente,
strada dopo strada, cerco la mia pace tra i segnali spenti.
Nella tasca resta una frase: non tutti i sogni arrivano, ma lo si porta dentro.
[Verse 2]
Voci interiori si accendono tra i clacson e i passi freddi: “Non è finita, devi restare sveglio”.
Le vetrine raccontano storie di ragazzi persi tra sogni troppo grandi per una galleria.
Una curva ai margini, una decisione che pesa come una patina di luna sul selciato.
[Pre-Chorus]
“Sei tu la tua strada,” mormora la notte, tra un ronzio di bus e un rintocco di campanelli.
[Chorus]
E la notte sussurra di scelte falcate tra ombre e promesse spente,
strada dopo strada, cerco la mia pace tra i segnali spenti.
Nella tasca resta una frase: non tutti i sogni arrivano, ma lo si porta dentro.
[Bridge]
Dialoghi nel rumore: voce piccola dice “non mollare”, voce grande risponde “ce la farò”.
I neon tremolano come una memoria che non ha voglia di finire.
[Chorus]
E la notte sussurra di scelte falcate tra ombre e promesse spente,
strada dopo strada, cerco la mia pace tra i segnali spenti.
Nella tasca resta una frase: non tutti i sogni arrivano, ma lo si porta dentro.
[Outro]
Rintoccano i passi, la periferia respira: la lezione è solo una parola che resta, lenta, dentro.