[Intro]
Siedo sul bordo del letto, il bicchiere è solo mia assenza.
La stanza ha odore di promesse vuote e di dita che non restano.
[Verse 1]
Ogni messaggio sembra un gioco dove io scopro sempre la tua spine,
parole che mordono il tempo, ma non offrono una mano quando cado.
Mi chiedi di credere, ma poi sparisci tra le scuse come nebbia al mattino;
mi ritrovo a contare falsi sorrisi che non risolvono i miei pezzi rotti.
[Pre-Chorus]
Eppure ti accolgo ancora, come una casa con porte spalancate,
ma il vento che entra porta sempre la stessa mancanza.
[Chorus]
Basta, basta così: è troppa la polvere sui tuoi gesti.
Mi rialzo piano da questo letto che non era il mio destino.
Vado oltre le parole che restano tra di noi come neve sull'asfalto,
liberandomi dal peso di chi non c'è quando serve davvero.
[Verse 2]
Osservo il tuo riflesso nelle cose che tocco per ricordarmi chi sono,
un caffè freddo, una scusa più fredda ancora di te.
Mi dicevi che eri presente, ma era sempre te che chiamavi i tuoi problemi.
Io contavo i miei passi per non inciampare sul tuo muro di silenzi.
[Pre-Chorus]
Ora chiudo la porta con una calma che non conoscevo,
lascio dietro le etichette di un amico che non sostiene.
[Chorus]
Basta, basta così: è troppa la polvere sui tuoi gesti.
Mi rialzo piano da questo letto che non era il mio destino.
Vado oltre le parole che restano tra di noi come neve sull'asfalto,
liberandomi dal peso di chi non c'è quando serve davvero.
[Bridge]
Non è vendetta, è spazio che finalmente respira.
Il tempo si fa chiarezza e la fiducia trova la sua strada.
[Chorus]
Basta, basta così: è troppa la polvere sui tuoi gesti.
Mi rialzo piano da questo letto che non era il mio destino.
Vado oltre le parole che restano tra di noi come neve sull'asfalto,
liberandomi dal peso di chi non c'è quando serve davvero.
[Outro]
Chiudo la porta, passo dopo passo, verso un semplice silenzio che guarisce.
Sei cambiato, o forse ero io che aspettavo una luce che non torna.